Conosciamo il nostro staff tecnico

Diamo spazio al nostro preparatore atletico Caterina Biondini, che da questa stagione segue tutte le squadre Robur Family. L’abbiamo intervistata per conoscerla meglio e per comprendere più a fondo la figura sempre più importante del preparatore atletico.

Ciao Caterina, in primis parlaci della figura del preparatore atletico, un ruolo che sta diventando sempre più importante all’interno delle società sportive.

“L’importanza del preparatore fisico è una certezza nel mondo sportivo. Piuttosto oggi, rispetto al passato, si ricerca un lavoro fisico sempre più funzionale allo sport praticato. La conoscenza della tecnica di gioco e l’attenzione ai movimenti specifici della pallacanestro sono un prerequisito importante se si vuole migliorare la performance del singolo giocatore e della squadra. Obiettivo: giocatori fisicamente pronti non per una generica prestazione sportiva, ma per una specificatamente cestistica”.

Com’è impostato il tuo lavoro con i ragazzi della Rf e che differenze ci sono, se ci sono, tra le varie annate e tra il lavoro che imposti in un settore giovanile e con una prima squadra?

“La mia attività è impostata il più possibile in accordo con gli allenatori, con obiettivi tecnici e fisici che cercano di muoversi pari passo per raggiungere un lavoro sempre più integrato. Le programmazioni sono diversificate fra una squadra e un’altra per le differenze di età, sviluppo ed obiettivi. All’interno di ogni team si dà importanza ed attenzione al singolo giocatore che ha, nella sua unicità, necessità e risposte all’allenamento differenti. La programmazione del lavoro dipende sempre dagli obiettivi posti: che sia una prima squadra, U20, U13, al cambiare degli obiettivi e delle esigenze corrisponde una programmazione fisica tagliata su misura.

Com’è nata la tua passione per il basket e perchè hai deciso di intraprendere questa professione?

“Nell’ambiente cestistico ci sono nata e cresciuta e chi è dentro questo sport sa benissimo che è impossibile non innamorarsene. È fisico, intelligente, complesso ed adrenalinico. Mi reputo fortunata perché posso fare il lavoro che mi piace”.

Come ti trovi con il progetto RF?

“Il progetto RF lo conosco e vivo da pochi mesi; ho deciso di farne parte perché si presenta serio ed ambizioso. Sono convinta che puntando alla qualità e professionalità di collaboratori e staff si può continuare a crescere e migliorarsi”.

 

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